DNG Entertainment

10 Chapters. 10 Films. 1 Narrative Loop. Follow the Architect through The Urban Cycle. Can you connect the dots? 🌀
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Lupo Lino e la Magia degli Occhiali
​C'era una volta, nel fitto del Bosco delle Foglie Sospettose, un lupo di nome Lino. Lino era un tipo a modo, gentile, e decisamente miope. Per lui, il mondo era un'enorme, bellissima macchia sfocata, come un quadro impressionista bagnato dalla pioggia.
​Il problema è che un lupo miope fa fatica a essere un lupo temuto.
​Quando provava a inseguire un coniglio, finiva per rincorrere una grossa margherita agitata dal vento. Quando tentava di ululare alla luna, di solito ululava a un lampione lasciato acceso da un boscaiolo sbadato. La sua reputazione era, diciamocelo, un disastro.
​Un giorno, Lino inciampò in qualcosa di piccolo e scintillante. Pensò fosse un insetto luminoso, ma quando lo sollevò con il naso, si accorse che erano due cerchi di vetro tenuti insieme da un filo metallico: un paio di occhiali da lettura persi da Gufetta la Saggia.
​«Che cos'è questo affare?» mugolò Lino, e per pura curiosità se li inforcò.
​BOOM!
​Il mondo di Lino esplose in un'alta definizione che non aveva mai conosciuto. Le foglie sugli alberi avevano venature. Le formiche erano minuscole... e non erano affatto margherite. E soprattutto, la Luna era una sola!
​Da quel giorno, Lino divenne Lupo Lino con gli Occhiali.
​Non solo divenne un cacciatore migliore (poveri conigli, ora vedeva esattamente dove si nascondevano), ma divenne un lupo studioso. Con i suoi nuovi occhiali, Lino scoprì di poter leggere i cartelli che gli altri animali ignoravano, come: “Attenzione! Tana delle api giganti a 50 metri!” e “Strada per la tana della Signora Volpe – Chiuso per lavori.”
​Lino smise di voler spaventare gli altri e iniziò ad aiutarli.
​Quando la talpa Tilde si perse, Lino usò gli occhiali per leggere le minuscole mappe che lei aveva disegnato sottoterra.
​Quando lo scoiattolo Leo non riusciva a distinguere le nocciole buone da quelle vuote, Lino le controllava con la sua vista super-nitida.
​Un giorno, il temibile orso Bruno, noto per la sua stazza e la sua scarsa intelligenza, minacciò di mangiare tutti i cestini da picnic lasciati dai turisti. Gli altri animali tremavano.
​Lino si fece avanti, spingendosi gli occhiali sul naso. «Aspetta, Orso Bruno!» disse con calma. «Hai letto questo cartello?»
​L'orso Bruno non sapeva leggere.
​Lino indicò un piccolo foglio appeso a un albero. "Attenzione, orsi! Picnic a sorpresa: questo è il giorno del digiuno e tutti i cestini contengono solo cipolle e cavoli di Bruxelles. Firmato: Il Cuoco Pazzo."
​L'orso Bruno si rabbuiò. Cipolle? Cavoli? Non ne valeva la pena. Se ne andò, borbottando: «Quegli occhiali ti faranno finire nei guai un giorno, Lino.»
​Lupo Lino si strinse nelle spalle.
​«Non credo proprio,» rispose con un sorriso furbo, «sono l'unica cosa che mi permette di vedere chiaro chi vale la pena spaventare... e chi invece ha solo bisogno di una buona lettura.»
​E così, Lupo Lino con gli Occhiali divenne la creatura più rispettata e richiesta del Bosco delle Foglie Sospettose, dimostrando che a volte, un paio di lenti può fare più paura (o più bene) di un centinaio di denti affilati.
​Morale della favola: Avere una buona visuale (e magari un paio di occhiali alla moda) è sempre più utile di una reputazione minacciosa.

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