Lo Specchio Vuoto è un gruppo di ricercatori che considera l’introspezione come il cammino verso la realizzazione della natura più profonda di se stessi.
I riferimenti vengono ricercati nella Tradizione spirituale, orientale e occidentale, e nei maestri e autori che ad essa si rifanno: chi voglia realmente incontrare se stesso non può che riscoprirsi portatore di primavera sulle Vie che conducono al Silenzio.
Per contattarci scrivi a: lospecchiovuoto@gmail.com
Lo Specchio Vuoto
Care amiche e cari amici, venerdì 20 febbraio, alle ore 17:00, uscirà una nuova intervista alla Prof.ssa Hanieh Tarkian, analista geopolitica e docente italo-iraniana specializzata in Studi Islamici e Relazioni Internazionali, dal titolo "Il ruolo della donna nell'Islam".
La massiccia propaganda occidentale, ad opera di USA/Israele, ha lavorato, e continua a lavorare da anni, per attaccare la sovranità dell'Iran. Uno degli argomenti maggiormente utilizzati dall'occidente, per aggredire l'Iran, è il ruolo della donna nell'Islam. Abbiamo chiesto alla Prof.ssa Hanieh Tarkian di farci un quadro reale della situazione, quadro che appare molto diverso rispetto la propaganda USA/Israele che viene regolarmente impartita attraverso molteplici strumenti.
Vi aspettiamo venerdì 20 febbraio, alle ore 17:00.
Un caro abbraccio, Lo Specchio Vuoto.
22 hours ago (edited) | [YT] | 17
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Lo Specchio Vuoto
Stasera alle 21,00 verrà pubblicato sotto questo video il collegamento per entrare nel Ss. Rosario per recitare i Misteri Gaudiosi. A dopo!
https://youtu.be/yQsoRQ6cUgs
2 days ago | [YT] | 2
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Lo Specchio Vuoto
Care amiche e cari amici de Lo Specchio Vuoto, la prossima lezione de "La vita di Maria", con Don Curzio Nitoglia, sarà pubblicata mercoledì 25 febbraio 2026.
Un caro abbraccio a tutti da Lo Specchio Vuoto!
1 week ago | [YT] | 36
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Lo Specchio Vuoto
Stasera alle 21,00 verrà pubblicato sotto questo video il collegamento per entrare nel Ss. Rosario per recitare la Corona di San Michele. A dopo!
https://www.youtube.com/watch?v=mllYs...
1 week ago | [YT] | 4
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Lo Specchio Vuoto
Cari amici e care amiche de Lo Specchio Vuoto, domani verrà pubblicato il video introduttivo della playlist Domus De Janas.
Le Domus De Janas, o “case delle fate”, sono antichissime costruzioni della Sardegna, scolpite nella roccia più di cinquemila anni fa e adibite a luoghi di sepoltura o a centri di sacralità.
Si narra che tali caverne fossero abitate da piccole creature mitiche e misteriose e che fungessero da punto d’unione tra il mondo reale e quello soprannaturale.
Prendendo spunto da questa leggenda, tentiamo, in questo spazio narrativo, di suscitare nell’ascoltatore attenzione all’interiorità, alla natura della mente e dei pensieri, ai sentimenti, alle emozioni, al momento presente, alla vita e alla morte. Cerchiamo altresì di creare un legame tra il mito e la realtà, di ridare valore ai segni e ai simboli affinché il mondo reale e quello soprannaturale possano fondersi in un unico abbraccio.
Venerdì prossimo 30 gennaio il primo racconto intitolato "1974: l'atlante", a presto.
4 weeks ago | [YT] | 35
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Lo Specchio Vuoto
C'è un luogo nel profondo di ogni essere umano che non ha né forma né spazio. È un luogo silenzioso, in cui ciò che sfugge all’occhio umano continua a parlare al cuore. È lì che nasce la “conversazione” con l’Amato, ed è lì che il contatto con Dio prende forma: non come concetto, ma come presenza intima e viva.
Chiudendo gli occhi alla mente, ci apriamo al nostro interno, e il Signore inizia ad esprimersi attraverso di noi. Il corpo, la voce, la materia diventano strumento , un varco attraverso cui il Creatore si manifesta. Non per spiegarsi, ma per abitare.
Questa playlist vuole evocare quel territorio invisibile. Un cammino di attesa, di ascolto, di luce che emerge dall’ombra. Ma è anche il disvelamento di un amore rimasto a lungo taciuto, custodito nel profondo dell’anima, che lentamente trova il coraggio di affiorare.
Un invito a riconoscere che l’incontro più vero accade dentro di noi.
"Dialogo con l'Amato", da domani con cadenza mensile, la nuova playlist de "Lo Specchio Vuoto".
#lospecchiovuoto #meditazione #spiritualità #mistica #silenzio #preghiera
1 month ago (edited) | [YT] | 40
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Lo Specchio Vuoto
Care amiche e cari amici de Lo Specchio Vuoto, se sentite affinità con i contenuti che condividiamo, vi invitiamo a seguirci anche sugli altri canali social. È un modo semplice per restare in contatto, ricevere aggiornamenti e camminare insieme in questo spazio di ascolto, silenzio e riflessione.
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Un caro saluto,
Lo Specchio Vuoto
1 month ago | [YT] | 12
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Lo Specchio Vuoto
Origine e significato dei simboli del Natale.
Parte 4 di 4
L'ALBERO
Uno dei simboli più noti del Natale è sicuramente l'albero, in genere un abete. Quest'albero sempreverde sta a rappresentare il rinnovarsi della vita. Nella Roma antica, molto prima dell'avvento del Cristianesimo, durante il periodo del solstizio d'inverno si festeggiavano i Saturnali. In questo periodo ci si scambiava doni e si decoravano gli alberi con l'auspicio che il gesto producesse frutti abbondanti.
Anche i Celti festeggiavano il solstizio d'inverno e consideravano l'abete un albero sacro. In varie tradizioni gli alberi rappresentano l'immortalità, esempi sono il ramo d'oro dei misteri antichi o le palme della tradizione cristiana e in generale tutti gli alberi sempreverdi e quelli che producono gomme o resine.
Fu proprio ai piedi di un albero, per l'esattezza un fico sacro, che il principe Siddhartha Gautama ottenne l'illuminazione divenendo Buddha.
Anche nell'Ermetismo l'emblema dell'albero è ricorrente, in questi casi sta a simboleggiare il Mercurio dei filosofi. E come non citare poi l'Albero della vita, l'Albero del bene e del male dell'Eden, l'Albero della Sefirot della Cabala ebraica.
Lo storico delle religioni Mircea Eliade ha altresì evidenziato come l'immagine dell'albero sia in stretto rapporto con l'antichissimo simbolo dell'Axis Mundi, l'asse cosmico, spesso immaginato come un asse verticale situato al centro dell'universo. Nella mitologia assiro-babilonese, ad esempio, si parla di un albero cosmico radicato in Eridu, la Casa della sapienza. Non è da escludere, dunque l'ipotesi che l'albero di Natale stia a simboleggiare il Cristo inteso come albero cosmico che dà vita all'universo intero. Del resto, fu proprio Gesù a paragonare la sua persona ad un albero, nella fattispecie la vite: “Io sono la vite, voi i tralci” (Giovanni 15,5).
I RE MAGI
Gli ultimi a comparire nella scena del Natale sono i Magi. Sovente l'arte, la letteratura, il folklore si sono esercitati sul tema dei Magi. Le Sacre Scritture ci forniscono poche informazioni in merito. Solo il Vangelo di Matteo (il più antico dei quattro Vangeli, scritto in aramaico intorno al 64 d.C.) cita i Magi, sebbene da questa fonte non si possa apprendere granché sul loro conto, né i nomi, né il numero, né tantomeno il luogo di provenienza che è indicato con un generico “venivano da Oriente”.
Eppure sappiamo molto di più su di loro di quanto le Sacre Scritture non dicano. Le fonti da cui desumiamo alcune di queste importanti informazioni sono in realtà alcuni testi apocrifi, ossia non ritenuti ispirati. I Magi sono considerati dalla tradizione cristiana come “Primitia gentium”, ossia i primi pagani ad aver riconosciuto ed adorato il Signore. Ciò pone la vicenda dei Magi come punto d'incontro tra l'Ebraismo e quelle che molto semplicisticamente chiamiamo “religioni pagane”. I tre Magi inoltre, con i loro tre doni, spesso sono stati identificati come allegoria dei tre Regni o Mondi aristotelici: il mondo fisico, il para-fisico e il metafisico. O anche come le tre caste del mondo tradizionale: quella sacerdotale, quella guerriera e quella dei produttori. In maniera assimilabile, secondo il pensatore tradizionalista René Guénon, i Magi starebbero a rappresentare i tre capi della Agartha, fulcro spirituale del mondo, costituito appunto da tre parti: il Mahanga il Mahatma e il Brahatma. Nello specifico, il Mahanga offre a Cristo l'oro e lo saluta come re, il Mahatma gli offre l'incenso e dunque lo saluta come sacerdote, il Brahatma infine gli offre la mirra, ossia il balsamo di incorruttibilità, l'immagine dell'Amrita, il nettare degli dei, e quindi lo saluta come profeta o maestro spirituale per eccellenza.
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Le informazioni provengono dal video “I simboli del Natale, origine e significato, dal presepe all'albero” di Marco Cosmo, pubblicato nel canale "Il Decimo Toro", all'interno del quale viene letto l'articolo “Origine e significato dei simboli del Natale” di Ernesto Balducci.
Da questi post sono state tratte anche delle videoletture che trovate all'interno del nostro canale.
1 month ago | [YT] | 27
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Lo Specchio Vuoto
Origine e significato dei simboli del Natale.
Parte 3 di 4
L'ANGELO
Nel Vangelo di Luca si riporta che fu un angelo ad annunziare ai pastori la nascita del Salvatore. Generalmente si tende ad individuare l'angelo dei pastori nell'Arcangelo Gabriele che aveva già annunciato la nascita di Giovanni Battista e di Gesù. Il suo nome deriva dall'ebraico “Gavri'el” e significa “La forza di Dio” o “Dio è forte” o anche “L'eroe di Dio". Egli è uno dei tre Arcangeli menzionati nella Bibbia, il primo ad apparire nel libro di Daniele.
Per i musulmani è stato il tramite attraverso il quale Dio rivelò il Corano a Maometto.
I PASTORI
I primi ad adorare il Bambino sono i pastori. Essi, avendo ricevuto l'annuncio dell'angelo, si precipitano nella grotta della natività.
I pastori pascolano gli agnelli (gli animali simbolo dell'offerta sacrificale), inoltre Gesù è proprio indicato dalla tradizione come “Agnello di Dio”, il catechismo della Chiesa Cattolica infatti riporta che, dopo aver accettato di dargli il battesimo tra i peccatori, Giovanni Battista ha visto e mostrato in Gesù “l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” (Vangelo di Giovanni). Egli manifesta così che Gesù è il servo sofferente che si lascia condurre in silenzio al macello (questo è scritto in Isaia e in Geremia). Il termine “agnello” è inoltre simile a quello di Agni, il dio vedico del fuoco e del sacrificio. Gesù inoltre, come tutti sanno, è chiamato anche il “Buon Pastore”.
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Le informazioni provengono dal video “I simboli del Natale, origine e significato, dal presepe all'albero” di Marco Cosmo, pubblicato nel canale "Il Decimo Toro", all'interno del quale viene letto l'articolo “Origine e significato dei simboli del Natale” di Ernesto Balducci.
I prossimo e ultimo post sull'argomento uscirà il 6/1/2026.
Da questi post sono state tratte anche delle videoletture che trovate all'interno del nostro canale.
1 month ago (edited) | [YT] | 23
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Origine e significato dei simboli del Natale.
Parte 2 di 4
IL LUOGO DI NASCITA
Per quel che concerne la nascita del Cristo, Betlemme, il suo nome in lingua ebraica significa “Casa del pane”. Mai nome fu tanto appropriato alla nascita di colui che disse di sé “Io sono il pane della vita” (Giovanni 6,35). Leggenda vuole che Betlemme, in ebraico “Beit Leḥem ”, fosse proprio “Beit-El” ossia “La casa di Dio”, il luogo in cui il Signore apparve a Giacobbe.
L'ASINO E IL BUE
Nel presepe che San Francesco allestì a Greccio, nella grotta della natività vi sono un asino e un bue, di cui però non si fa menzione nei Vangeli canonici. E' infatti il Vangelo apocrifo dello Pseudo Matteo a dar notizia della presenza del bue e dell'asino nella grotta di Betlemme. Quello dell'asino è un simbolismo ambivalente: l'asino è considerato un animale malefico, figura di morte e di stupidità, ma anche come simbolo di fertilità e di forza. Infatti, se in India un asino è la cavalcatura del re dei morti e nell'antico Egitto un asino era il simbolo di Set, il dio del caos primordiale che si contrapponeva a Osiride, il dio del sole, e se Lucio, protagonista de “L'asino d'oro” di Apuleio è mutato in asino, in quanto schiavo dei piaceri della carne e di una insana curiosità per la magia, per converso alcuni bestiari medievali sottolineano la mansuetudine di questo animale.
Anche Montaigne ebbe a formulare un elogio dell'asino: “C'è forse qualcosa di più sicuro, deciso, sdegnoso, contemplativo, grave e serio come l'asino?” scrisse. Inoltre, durante il medioevo, si svolgeva una singolare festa chiamata Asinaria o “Festa dei folli”. Durante questa festa, in ricordo della fuga della Sacra Famiglia in Egitto, una ragazza con in braccio un bambino veniva portata in processione in groppa a un asino, poi l'asino veniva fatto entrare in chiesa e condotto sull'altare.
Durante la celebrazione, parti liturgiche come l’Introito, il Kyrie, il Gloria e il Credo terminavano con un raglio, e al posto dell’Ite, missa est, il celebrante doveva ragliare tre volte (ter hinhannabit). I fedeli, invece di rispondere con il consueto “Deo gratias,” ragliavano a loro volta tre volte (ter respondebit: “Hinham, hinham, hinham”).
È noto inoltre il passo biblico dell'asina dell'indovino Balaam, che si fermò rispettosa davanti all'apparizione di un angelo e ancora, un asino fu la cavalcatura del Cristo bambino durante la fuga in Egitto, e quando infine entrò trionfalmente a Gerusalemme.
Quello del bue è invece un simbolismo totalmente positivo. Nell'antica Grecia il sacrificio dei cento buoi (Ecatombe) rappresentò il sacrificio per antonomasia. Lo Pseudo-Dionigi invece, vede il bue che con l'aratro scava la terra e dice che rappresenta la parola dei profeti che scava l'uomo. Sono i solchi che riceveranno la pioggia vivificante della sapienza divina. Il bue è inoltre la tradizionale cavalcatura di Lao-Tsé ed è analogo simbolicamente al toro sacrificale sgozzato da Mitra che con il suo sacrificio genera il mondo vivente.
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Le informazioni provengono dal video “I simboli del Natale, origine e significato, dal presepe all'albero” di Marco Cosmo, pubblicato nel canale "Il Decimo Toro", all'interno del quale viene letto l'articolo “Origine e significato dei simboli del Natale” di Ernesto Balducci.
I prossimi post sull'argomento usciranno nelle date 29/12 e 6/1/2026.
Da questi post sono state tratte anche delle videoletture che trovate all'interno del nostro canale.
1 month ago | [YT] | 31
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